Sistema produttivista e sovranità alimentare

13 gennaio 2013 | Scritto da Chiara in Notizie

Da anni SIVtro ha abbracciato il principio della SOVRANITA’ ALIMENTARE ed agisce per la sua affermazione. Abbiamo a cuore i piccoli produttori e le produzioni sostenibili. Operiamo nei nostri progetti per valorizzare il lavoro dei piccoli allevatori in quanto non solo produttori di cibo ma soggetti portatori di diritti, e allo stesso tempo anche “produttori di cultura” e “guardiani dell’ambiente”.

Esiste un equilibrio globale che va perseguito con le iniziative locali: sembra un controsenso ma è proprio così che concepiamo la nostra lotta per un pianeta più giusto e destinato a vivere ancora per molto tempo. Le nostre scelte, le nostre azioni quotidiane, determinano le condizioni in cui vivremo per i prossimi anni, noi e i nostri figli e nipoti in seguito.

Anche quando decidiamo cosa mettere nel piatto stiamo prendendo una posizione, e soprattutto causiamo un impatto diretto e importante sul pianeta, sia dal punto di vista ambientale e sia dal punto di vista della democrazia e dei diritti dell’uomo. Sovranità alimentare significa essere liberi di scegliere cosa mettere nel piatto in un dialogo partecipato tra produttore e consumatore, volto a soddisfare non solo le esigenze nutrizionali ma anche il diritto di essere un uomo/una donna che ha un ruolo attivo in un sistema di relazioni, e non vive in funzione delle politiche di mercato definite da “altri”.

Decenni di fallimenti dimostrano, che la fame e gli squilibri non possono essere superati aumentando le produzioni di derrate alimentari, costi quel che costi. La diffusione dei sistemi di produzione intensivi ha portato allo sviluppo di organismi geneticamente modificati, alla selezione di poche specie e varietà vegetali e animali ad alta resa, uniformi in tutto il mondo e in tutti gli ambienti, fondate su un utilizzo spesso indiscriminato di sostanze chimiche. Non si tratta di negare il progresso ma di indirizzarlo secondo un approccio più ampio di quello che e considera esclusivamente gli interessi di mercato.

I problemi attuali che il pianeta sta affrontando a causa del cambiamento climatico, sono solo un esempio delle drammatiche conseguenze che possono derivare da scelte di questo tipo. Fortunatamente, allo stesso tempo aumenta in tutto il mondo la coscienza di quanto sia importante ridimensionare il predominio delle produzioni intensive e dei sistemi di distribuzione più concentrati, restituendo ai produttori il protagonismo che meritano, e ai consumatori un diritto di scelta reale e supportato da conoscenze e informazioni trasparenti sulle filiere.

Vi segnaliamo a tal proposito questo articolo di Internazionale, un po’ lungo ma davvero molto interessante. Leggetelo e divulgate il link.
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