East Coast Fever Vaccination

25 giugno 2014 | Scritto da Chiara in Notizie

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La East Coast Fever (ECF) è una malattia dei bovini trasmessa da zecche, che, insieme alla tripanosomosi, costituisce la principale causa di mortalità nei dodici paesi dell’est, centro e sud Africa dove è presente. Ad esempio, l’ECF è presente nel 70% del territorio della Tanzania.

Il suo impatto sulla sicurezza alimentare delle popolazioni pastorali ed i piccoli allevatori (small dairy holders) è devastante. Basta pensare che la mortalità dovuta ad ECF nel settore pastorale può raggiungere l’80% nei primi 6 mesi di vita del vitello. Come per tutte le razze podoliche, se il vitello muore la madre non dà più latte; provate a immaginare cosa può succedere quando la mortalità arriva all’80%.

L’ECF può essere controllata in modi differenti: bagni acaricidi (per eliminare le zecche), trattamenti con farmaci specifici, ma molto costosi. Il metodo che si è rilevato più sicuro e cost-effective è la vaccizazione, o meglio “Infezione e Trattamento”. L’animale viene infettato con una dose nota del parassita, responsabile della malattia, ed allo stesso tempo gli viene iniettato un antibiotico che rallenta la moltiplicazione del parassita, dando tempo all’animale di produrre anticorpi ed essere protetto per tutta la vita. Le zecche stesse saranno responsabili del vaccino booster. Il vaccino dà una protezione del 98%.

VSF Italia – SIVtro propone un video prodotto in collaborazione da diverse organizzazioni, organismi pubblici e privati, che ha lo scopo di informare sull’impatto che questo vaccino sta avendo in Tanzania, dove è disponibile sul mercato dal 2003, e dove, quindi, questo tipo di piano si è rivelato sostenibile. La testimonianza di chi ha adottato questo vaccino dimostra che la Tanzania, in seguito all’adozione di questa tecnica, ha raggiunto i “Millennium Devlopment Goals”, già nel 2003.

La vaccinazione contro la ECF dovrebbe essere lasciata al settore privato, in modo che ne sia assicurata la disponibilità e la distribuzione. Solamente il settore privato dovrebbe avere il controllo sulla qualità della somministrazione o, nel caso di calamità naturali, si dovrebbe sovvenzionare il vaccino utilizzando sempre il settore privato.

Sembra strano, ma pochi donatori sono interessati a supportare campagne di sensibilizzazione e ad aumentare la distribuzione di questo vaccino. Sfortunatamente, come spesso succede, molti interventi avvengono in modo non corretto. Nel caso specifico della ECF, per diversi problemi, ci sono parecchie  possibilità che il vaccino non sia disponibile prima della fine del 2015. L’ILRI che lo produceva, ha terminato le scorte.

Grazie al Veterinary Services & Consultancies-VSC (Arusha, Tanzania), Lieve Lynen e Beppe Di Giulio per il materiale fornitoci e per la collaborazione. VSC ringrazia VSF Italia-SIVtro per la solita cortesia e collaborazione.

Grazie al video-maker Luca Sabbioni per la sua consueta disponibilità e professionalità.

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