TIBET: prima missione

2 agosto 2016 | Scritto da Chiara in Notizie

17 luglio 2016

Altopiano tibetano, Contea di Chengduo. In questi giorni estivi, si sta svolgendo la formazione a più di trecento paraveterinari che lavorano nella costellazione di comunità disperse in questo immenso altopiano, disegnato da valli sinuose, monti imponenti e gelidi fiumi.

Si parla molto durante le attività di formazione; si discute vivacemente e, in questo modo, i partecipanti imparano a conoscere e ad affrontare le principali problematiche e malattie del bestiame locale tra cui quelle dello Yak e la Drii, la sua femmina, veri sovrani di questo straordinario regno.

La formazione è parte del progetto per la resilienza dei pastori nomadi tibetani, ideato e implementato dalla ONG ASIA Onlus  e che ha visto nascere la collaborazione, per il supporto tecnico, con la  ONG Veterinari Senza Frontiere Italia (VSF ITALIA).

Proprio in questo periodo è stato inviato un consulente veterinario di VSF a sostegno dello staff locale di ASIA,  per la formazione veterinaria/zootecnica e per curare altre attività del progetto; tra queste, ad esempio, la costruzione di centri multifunzionali per la vaccinazione e la cura degli animali e il supporto agli allevatori per il miglioramento igienico sanitario e l’accesso al mercato.

Le giornate di formazione, sia teoriche che pratiche, sono state accolte con entusiasmo; attenzione e domande dei partecipanti, in questi giorni, non sono mai mancate.

Un momento interessante di questi incontri, è la parte dedicata alla medicina tradizionale locale. Questa si è rivelata non solo utile alla raccolta d’informazioni, ma anche e soprattutto, allo scambio dialogico tra anziani e giovani che sempre più spesso, purtroppo, si allontanano dalle loro origini culturali.

Sostenere l’allevamento tradizionale nomade dello Yak ha una grande importanza per l’economica locale; tuttavia il suo valore sociale e ambientale non deve essere trascurato. La cultura e la libertà di queste persone hanno radici che affondano in questo impervio terreno.

Anche l’ambiente beneficia dalle dure transumanze col bestiame, che dalla terra certamente si nutre, ma alla terra rende fertilizzando i pascoli tibetani.

 (Alice Falconcini)

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