PROGETTO SICUREZZA ALIMENTARE NELLA REGIONE DI TIRIS-ZEMMOUR, MAURITANIA 24° REPORT

11 luglio 2017 | Scritto da Alberto Dambrosio in Notizie

QUANDO LA PASSIONE, UNITA A UN PICCOLO AIUTO, PORTA LONTANO…

Ragazzi, siamo arrivati alla fine…il Projet SAL-TIZ ha chiuso ufficilamente le sue attività il 30 giugno, dopo oltre tre anni di intenso lavoro nel Tiris Zemmour; avrei potuto scrivervi, come al solito, il riassunto delle attività mensili, e l’avevo anche fatto, ma c’era qualcosa che mi mancava…non riuscivo a chiuderlo…

Poi un giorno, un bel giorno, mi sono recata a F’derick, per l’esattezza a 30 km dalla piccola città, in direzione “badia”, quella che nel dialetto Hassanya é per noi la campagna, per visitare una famiglia beneficiaria di un piccolo nucleo di capre. Nel 2015, infatti, una delle attività predominanti del progetto é stata quella della distribuzione di piccoli nuclei di capre nelle tre città principali della Regione. 

L’attività ha previsto l’assegnazione di 5 capre per un totale di 230 famigle beneficiarie!! 

Ebbene si, un migliaio di capre da visitare ad ogni tre mesi nelle differenti località! In Mauritania ci sono più animali che abitanti, più capre che bambini…cosa che rende facile addormentarsi la sera: una capra, due capre, tre capre…

Scherzi a parte, il bestiame assume sul territorio mauritano, uno dei beni più importanti che una persona possa possedere; la vita in Mauritania, é ancora fortemente legata alla transumanza, che permette agli animali di accedere a pascoli rigogliosi in tutte le stagioni e di disporre di fonti d’acqua anche nelle zone più remote del deserto. Con gli animali, intere famiglie si spostano seguendo quello che é il loro bene primario, il bestiame, che gli da da bere, da mangiare e si trasforma in moneta di scambio per l’acquisto di altri beni di prima necessità.

Ed ecco qui che, a questo proposito, ho trovato davanti a me il risultato di tutti questi anni, di questi sforzi, delle fatiche e dell’impegno che tutta l’equipe ha portato avanti sino a questo momento! 

Mercoledì, ho incontrato Zeinabou una beneficiaria della piccola città di F’derick: lei e la sua famiglia vivevano sino a un anno fa nel contesto cittadino, in un’abitazione di muratura, costruita con gli sforzi di una vita, sino a quando….non siamo arrivati noi con le capre!! 

Durante l’inchiesta condotta dalla ONG mauritana ADID, con cui collaboriamo, per identificare i bisogni dei beneficiari, Zeinabou aveva espresso il desiderio di allevare un gruppo di capre. Il suo desiderio si é realizzato e con lei, le nostre speranze ed aspettative: Zeinabou e marito sono partiti da un nucleo di 4 capre adulte e un piccolo e, a distanza di un anno soltanto, il suo gregge é composto da 21 soggetti!

Zeinabou e figlio mi accolgono subito con un grande sorriso! 

Dopo i saluti consueti e le benedizioni, Mashallah Toubarakhalla!!, scambiate reciprocamente le chiedo come va, come stanno le sue capre -in Mauritania quando si incontra una persona, tra i vari “ciao, come stai? Ed i figli? Ed i nonni, i bisnonni, le zie”…ebbene, ci si informa sullo stato di salute degli animali, a testimonianza dell’importanza cruciale che questi elementi della natura, assumono per i suoi abitanti- quindi “Ca vas les chevres?”- Lei risponde che, Mashallah– grazie a Dio-, tutto procede come voleva e come deve. Ha deciso di trasferirsi con tutta la famiglia in una piccolissima tenda nella brousse (campagna in francese) per far vivere meglio le sue capre… penso di non aver capito bene visto che mi parla nel dialetto locale, che comincio a masticare un po’, ma che rimane sempre un po’ arabo, come si direbbe dalle nostre parti…

E lei quindi prosegue con la narrazione della sua esperienza di vita e di vita allevatoriale. Una volta ricevute le capre, si accorge, anche grazie alla nostra sensibilizzazione sull’allevamento caprino, che le capre soffrono in città perché é difficile che trovino da mangiare; le capre e le pecore nel Tiris Zemmour vivono libere per strada, tra una macchina che passa e l’altra, ma le risorse vegetali delle quali si alimentano sono pressoché inesistenti e sono spesso costrette ad alimentarsi con i numerosi rifiuti presenti ai lati delle strade; questa abitudine non solamente é insalubre per gli animali, ma lo diventa nel tempo anche per le persone, che assumono con l’alimento, le tossine prodotte dalla digestione dei prodotti plastici, notoriamente legate all’insorgenza anche di tumori nell’uomo..

Vede morire un prima capra a causa di una costipazione da plastica non risolta, una seconda ha un aborto indotto presumibilmente, meccanicamente dalla presenza di plastica ed altri corpi estranei nel suo apparato digerente- dice lei; allora presi armi e bagagli, accompagnata anche da un asino, figura animale ancora preponderante per il trasporto ed il commercio, si sceglie un bellissimo posticino sperduto nella brousse, dove montare la sua tenda e vivere in armonia con i suoi animali. Qui le capre possono brucare in tutta tranquillità, hanno di che bere e di che mangiare “a volontà” e sono protette dall’attacco da possibili predatori come i cani del deserto, grazie all’installazione di un piccolo recinto costruito ad hoc. Zeinabou non si abbatte, sostituisce la capra morta con un’altra, acquista un maschio adulto, le capre brucano in continuazione, si alimentano di piante del deserto considerate benefiche per uomo ed animali… Zeinabou ha quindi i suoi primi capretti, che cura come se fossero i suoi figli e cosi’ ad oggi, le capre, a distanza di qualche mese stanno “un fiore”. Ce ne dona una, la più bella; quest’attività, che nei giorni successivi mi ha vista coinvolta per tutte le altre famiglie beneficiarie, ci ha permesso di recuperare una capra per ogni famiglia coinvolta nel progetto, per creare dei nuovi nuclei allevatoriali per altre famiglie identificate come beneficiarie…what else?

Grazie quindi con tutto il mio, il nostro cuore a Zeinabou e alle altre famiglie che ci accolgono con il sorriso ogni volta che ci vedono arrivare in macchina- siamo accolti da canti, doni, battiti di mani- sono i vostri sorrisi ed il vostro entusiasmo a darci la forza di continuare, di portare avanti tutte queste belle attività nel contesto della cooperazione. 

Speriamo di poter tornare a trovarvi e che il nostro ed il vostro entusiamo non si spenga mai!

Grazie, Merci, Shukhran

Marta

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